TORNEO DI BURRACO



L'associazione Vox Populi organizza il "Torneo di Burraco".

1 dicembre 2007 al pentatlon




Il ricavato sarà destinato all'associazione A.M.A.M.I. Associazione Mariana Assistenza Malati d'Italia con sede a Napoli via G. Domenico D'auria 1/L, per permettere agli ammalati di andare a Lourdes in pellegrinaggio.




Chiunque fosse interessato può lasciare un commento al post.


Vox Populi
nel sociale e per il sociale

I diari della motocicletta

"Ma quel vagare senza meta per la nostra maiuscola America mi ha cambiato più di quanto io credessi. Io non sono più io,perlomeno non si tratta dello stesso io interiore..."

I diari della motocicletta è un film di Walter Salles basato sulle memorie di Che Guevera. La storia racconta delle sua avventura e quella del suo amico Alberto Granado, durante l'attraversamento dell'Amercia del Sud in motocicletta, nei primi anni '50. I due giovani con questo viaggio hanno modo di osservare la miseria e la povertà del popolo latino - americano. Un viaggio dove l'amicizia, la voglia di conoscere fanno da padrone.
La proiezione di questo film non ha voluto mitizzare o consacrare un personaggio, la proiezione di questo film ci ha voluto insegnare che solo la consapevolezza di ciò che c'è intorno a noi può far uscire fuori la forza di lottare per migliorare. perchè no, cambiare le cose che ci circondano, a partire dal piccolo luogo al quale apparteniamo.

Siamo molto soddisfatti della riuscita di questa edizione del cineforum, la risposta della gente è positiva, la voglia di sapere e discutere sui temi attuali della nostra società è forte.
Invitiamo i ragazzi a prendere parte al cineforum ricordando che il domani saranno loro.

Riflessioni - I Cento Passi

"Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! "(Peppino Impastato)


Cento sono i passi che occorre fare, nella piccola Cinisi, per colmare la distanza tra la casa degli Impastato e quella del boss mafioso Tano Batalamenti


Peppino Impastato vive cercando di sfuggire a quest'inesorabile legame che il padre, Luigi Impastato, un po' per inerzia, un po' perché ha una moglie da proteggere e due figli da crescere, non ha la forza di rompere. Anche di fronte alla vulnerabilità sua e della propria famiglia, Peppino, animato da uno spirito civico irrefrenabile, non esita ad attaccare "don Tano" e a denunciarne pubblicamente le malefatte.

Il percorso "controcorrente" di Peppino nasce quando, bambino, vede scorrere davanti a sé gli albori della lotta politica contro la mafia e il potere a essa colluso, lotta a cui poi prenderà attiva parte una volta adolescente e poi da adulto. La morte violenta dello zio capomafia, l'incontro con il pittore comunista Stefano Venuti, il rifiuto del padre biologico e della famiglia intesa in senso mafioso e il formarsi con il pittore idealista, suo vero "padre etico", sono i punti di svolta della vita di Peppino bambino, che lo segneranno per il resto della sua esistenza. La frase "noi comunisti perdiamo perché ci piace perdere" sembra quasi un preludio alla sua tragica morte, che giunge quando ormai è diventato troppo scomodo ai mafiosi e il padre, morto in un oscuro incidente, non lo può più proteggere da don Tano. Viene ucciso soprattutto per l'operato dell'irriverente Radio Aut, dai microfoni della quale si è scagliato senza freni a denunciare la mafia e i suoi misfatti.

Peppino Impastato muore nel 1978, nel giorno del delitto Moro. Oscurati dalla tragedia nazionale in atto in quei giorni, la sua storia e la sua tragica fine resteranno ignoti alla massa per più di vent'anni, sino all'uscita del film.

Film molto forte che ha fatto pensare e discutere tanto.

La prima proiezione è stata un successo Vi aspettiamo Domenica 21 Ottobre per "I Diari della Motocicletta"